Anagrammi
Ricomponi la parola dalle lettere mescolate
Informazioni
Un rompicapo di anagrammi ti presenta un gruppo di lettere mescolate, e il tuo compito è riordinarle fino a formare una parola di senso compiuto. Leggi il guazzabuglio, cerchi uno schema e digiti o tocchi le lettere nell'ordine giusto prima che il turno scada.
Cosa sviluppa
Mette al lavoro la memoria di lavoro verbale e il tuo lessico mentale: devi tenere a mente le lettere, rigirartele in testa e frugare rapidamente nel vocabolario alla ricerca di una parola che funzioni. Allena anche un pensiero flessibile, capace di rompere gli schemi, perché la disposizione più ovvia di solito è un vicolo cieco.
Storia
Il riordino delle lettere risale agli antichi Greci, che lo usavano per far emergere significati nascosti dai nomi, e compare nella scrittura talmudica, midrashica e cabalistica (la tecnica chiamata temurah). Gli anagrammi furono popolari in tutta l'Europa medievale e della prima età moderna, vennero apprezzati come arguto gioco di parole in latino e arrivarono persino ad avere regole formali, come quelle stabilite da George Puttenham nel 1589.
Chi l’ha creato e quando
Non esiste un unico inventore. L'anagramma è una tradizione popolare di gioco di parole dalle radici greche, spesso associata al poeta Licofrone nel III secolo a.C., anche se quell'attribuzione si fonda su un resoconto molto più tardo del XII secolo dovuto a Giovanni Tzetzes. Nel XVII secolo era abbastanza diffuso che il re Luigi XIII teneva Thomas Billon come Anagrammista Reale stipendiato.
Come allenarsi
Cerca prima le terminazioni comuni (-ARE, -ATO, -ZIONE) e i prefissi, poi costruisci il resto attorno a essi. Estrai separatamente vocali e consonanti per vedere la materia prima, individua le coppie di lettere probabili (CH, GL, SC) e sposta fisicamente le tessere invece di fissarle, perché muovere le lettere spesso fa scattare la soluzione. Se ti incagli su una disposizione, abbandonala di proposito: di solito è proprio quel primo tentativo fisso a bloccarti.
Quanto allenarsi
Sessioni brevi e frequenti battono le maratone: 5-10 minuti un paio di volte a settimana sono più che sufficienti. Fermati quando ti accorgi di impuntarti, perché la stanchezza rende la ricerca della parola più lenta, non più acuta.
Base scientifica
Le prove sono più solide per la cosa ovvia: diventi più veloce e più preciso nel risolvere anagrammi e nel recuperare parole. Le promesse più ampie sono molto più fragili: non c'è alcuna dimostrazione convincente che l'esercizio con gli anagrammi aumenti l'intelligenza generale o si trasferisca ad abilità non correlate, e i noti studi che collegano i giochi di parole a un rallentamento del declino della memoria sono osservazionali, quindi mostrano un'associazione, non che i giochi ne siano la causa. Tratta con prudenza le affermazioni grandiose e goditelo per ciò che è davvero in grado di offrire.
Consigli
Risolvi qualche parola ogni giorno per l'allenamento del vocabolario e per il piacevole scatto dell'intuizione, ma non aspettarti che ti renda più intelligente in generale.
Domande frequenti
Risolvere anagrammi mi renderà più intelligente in generale?
Realisticamente, no. Diventerai nettamente più bravo con gli anagrammi e nel richiamare parole alla mente, ma non c'è alcuna prova solida che questa abilità si estenda all'intelligenza generale o a compiti mentali non correlati.
Aiuta davvero il mio vocabolario?
Mette alla prova il vocabolario che già possiedi costringendoti a un recupero rapido, e gli insiemi più lunghi o a tema possono esporti a parole nuove, ma è più un esercizio di affinamento che un modo per imparare molte parole da zero.
Mi incaglio fissando sempre la stessa disposizione sbagliata. Cosa aiuta?
Scomponi le lettere: separa le vocali dalle consonanti, cerca le terminazioni familiari e rimescola fisicamente le tessere invece di fissarti. Lasciar andare il primo tentativo è di solito la mossa che sblocca tutto.
Varianti
Tra le varianti più comuni ci sono i miscugli a lunghezza fissa, i turni a tempo contro il cronometro, gli insiemi di lettere a tema, la costruzione del maggior numero possibile di parole più corte da una parola lunga, e la difficoltà progressiva in cui le parole si allungano man mano che avanzi.