Il meccanismo
Chi pianifica esplora mosse possibili mantenendo attive regole e sotto-obiettivi. I problemi più difficili richiedono di guardare più avanti e talvolta di allontanare un oggetto dalla destinazione per sbloccare un passo successivo. La pianificazione iniziale e la correzione durante l’azione sono distinte: alcune persone riflettono prima, altre rivedono la sequenza dopo l’avvio.
Che cosa misurare
Registrare mosse minime, mosse effettive, violazioni, tempo prima della prima mossa, intervalli successivi e tasso di completamento per difficoltà. Le mosse in eccesso indicano efficienza, ma vanno lette insieme al tempo di pianificazione. Le configurazioni già viste devono essere marcate, perché ricordare una sequenza non equivale a costruire un piano nuovo. Raggruppare i problemi per lunghezza ottimale e profondità di previsione impedisce che un apparente progresso derivi soltanto dalla sostituzione di configurazioni difficili con altre più facili.
Condizioni utili di pratica
- Iniziare con problemi la cui soluzione ottimale può essere spiegata, poi aumentare gradualmente la profondità richiesta.
- Separare tempo di pianificazione e tempo di movimento per non penalizzare automaticamente una preparazione prudente.
- Usare nuove configurazioni e occasionali variazioni delle regole per limitare la memorizzazione di sequenze fisse.
Limiti della conclusione
Una torre misura la pianificazione in un ambiente compatto con regole completamente definite. I progetti reali includono incertezza, priorità mutevoli e coordinamento con altre persone. La pratica può migliorare la strategia nel compito, ma una torre completata meglio non prova direttamente decisioni migliori nel lavoro, nello studio o nelle finanze.